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Bike Lazio

"Ecoliri"

                                                                                                                            

 

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- 0 Casar batte Cunego, crolla Cadel Evans .

Questa volta gli si può rimproverare ben poco. Damiano Cunego ci ha provato: fin dall’inizio. Ha attaccato in pianura, pochi km dopo la partenza, quindi di nuovo in salita. Sul Col de la Colombiére è scattato di nuovo, e con Taramae si è riportato sui battistrada. Insomma, la fuga giusta era partita e il corridore di Cerro Veronese era presente tra gli attaccanti di giornata. Mentre dietro gli uomini della Bmc si mettevano a scandire il ritmo sulle prime salite di questa nona frazione del Tour de France, i battistrada guadagnavano minuti su minuti: prima tre, poi quattro, quindi cinque. Addirittura di sei minuti e quaranta secondi il vantaggio con cui i fuggitivi si apprestano ad affrontare la salita fin qui più dura di tutta la Grande Boucle, il Colle della Maddalena, ascesa Hors catégorie che nell’immaginario collettivo avrebbe rappresantato il punto di non ritorno per molti corridori. E così è stato. Mentre davanti il gruppetto dei fuggitivi si assottigliava man mano che ci si

avvicinava alla vetta, dietro – fin dai primi km – si capisce che qualcosa non va. Soprattutto per la maglia gialla, Cadel Evans, che si lascia scivolare in coda al plotone e che, da lì a poco, perderà le ruote del gruppo dei migliori. La sua sarà una giornata difficilissima: di 8’:10’’ il suo ritardo all’arrivo. Addio maglia gialla, oggi e per tutto il mese di luglio. E il pianto a dirotto cui si lascia andare dopo il traguardo in questo senso dice già tutto. Con Evans fuori dai giochi, la Saxo Bank mette i suoi uomini a tirare. Sorensen accelera e il cambio di marcia in testa al gruppo apre la battaglia. Che inizia ufficialmente quando a “fare il passo” si mette Navarro. Lo spagnolo dell’Astana assesta trenate pazzesche e, senza nemmeno accorgersene, si toglie di ruota tutti quanti. Ma proprio tutti: solo il compagno di squadra Contador e il giovane campioncino Andy Schleck gli rimangono in scia. Finito il proprio lavoro, Navarro si sposta, rimangono in due. Rimangono i più forti: che si guardano, si scrutano, si attaccano e poi si mettono d’accordo. Arriveranno insieme. Davanti intanto rimangono in quattro: Casar (FDJ), Luis Leon Sanchez (Caisse d’Epargne), Charteau (Bbox Telecom) e Damiano Cunego(Lampre). Il loro vantaggio nei confronti di Contador, Andy Schleck e Moreau, che in cima alla Maddalena era di oltre due minuti, a 2 km dall’arrivo è completamente azzerato. Perchè dietro tirano tantissimo e davanti si studiano in vista della volata che assegna la tappa. C’è poco da studiare però dopo oltre 170 km di fuga: chi ne ha, va... E Sandy Casar ne ha più di tutti. Lo spunto del francese brilla per forza e tempismo: Luis Leon Sanchez e Damiano Cunego ("Mi è mancato solo un pizzico di gamba") sono battuti. Peccato. Sarà per la prossima volta. Lo stesso pensiero che avrà adesso anche Cadel Evans. L’australiano, colto da una crisi nerissima sulle pendici del Colle della Maddalena, accusa oltre otto minuti di ritardo dal vincitore di giornata e cede la maglia gialla di leader della classifica generale. Il simbolo del primato è adesso sulle spalle di Andy Schleck, 25enne lussemburghese della Saxo Bank. Dietro di lui il rivale Alberto Contador che segue a 41 secondi. Poi, il vuoto.

 

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