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Paulinho
su Kiryenka: il coraggio è premiato .
Tappa di
transizione, questa volta sì, al Tour de France 2010.
Dopo tante battaglie, un po’ di tregua; dopo tanto
lottare, in occasione della decima frazione della corsa
francese, è il momento di tirare un po’ il fiato. Il
momento giusto per attaccare, per provare una fuga da
lontano. Con queste premesse e con un tracciato come
quello che presentava la decima frazione della Grande
Boucle, da Chambéry a Gap, bisognava solo provarci.
Avere coraggio e andare in fuga. Mentre il gruppo maglia
gialla si “riposava”, in sei ci hanno provato. Mario
Aerts (Omega Pharma-Lotto), Dries Devenyns (QuickStep),
Sergio Paolinho (RadioShack) e Vasili Kiryienka (Caisse
d'Epargne), Bouet e Rolland: questi i nomi degli
attaccanti di giornata. Il gruppo lascia fare, quasi
sollevato che in porto vada una fuga con corridori che
nulla o quasi hanno da chiedere alla classifica
generale. Nascono due corse parallele: una prima,
davanti, dove i sei puntano alla vittoria di tappa; e
una seconda, dodici minuti
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e
qualche km più indietro, dove l’unico obiettivo è quello
di arrivare al traguardo sprecando meno forze possibili
in vista di un fine settimana che riserverà emozioni a
non finire. Nel gruppo all’attacco, la selezione
naturale negli ultimi km di corsa, fa in modo che
davanti rimangano solo in due: Kiryenka, della Caisse d’Epargne,
e Paulinho, compagno di squadra di Armstrong nella
RadioShack che quest’oggi gode di un giorno in libera
uscita. I due procedono insieme fino all’ultimo km: due
occhiate, uno sguardo per capire quando è il momento di
partire e via che a 300 metri dal traguardo è Paulinho a
rompere gli indugi. Nonostante il rientro di Kiryenka,
il corridore portoghese della RadioShack taglia il
traguardo con mezza ruota di vantaggio sul compagno di
fuga. Per lui si tratta della prima vittoria al Tour de
France: un successo meritatissimo per chi ha avuto il
coraggio di provarci nella tappa più indicata per una
fuga da lontano. Il gruppo maglia gialla, regolato allo
sprint da Cavendish (su Petacchi), arriva a quasi un
quarto d’ora dal vincitore di tappa. Ma non è un
problema: l’obiettivo di oggi, per i big della
classifica, era salvare la gamba in vista dei Pirenei.
Missione compiuta. Per tutti. Con Andy Schleck che si
gode la seconda maglia gialla della carriera. |

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