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Contador
e Schleck: marcamento assurdo .
E’ il
telegramma che ci lascia Christophe Riblon, corridore
29enne dell’Ag2r vincitore della 14esima tappa del Tour
de France. Un successo meritatissimo, il primo della sua
carriera sulle strade della Grande Boucle, e costruito
attraverso una fuga infinita di oltre 160 km, prima
insieme ad altri otto corridori, poi – dopo la prima
ascesa di giornata – solo con Van de Walle e Moinard,
quindi in solitaria fin dalle prime rampe dell’ultima
asperità, l’Ax 3 Domaines. E’ durante il Port de
Pailheres, seconda salita “Hors Category” di questa
edizione del Tour de France, che si accende la corsa. I
fuggitivi, da nove che erano e con un vantaggio di oltre
dieci minuti, si riducono a tre unità (Van de Walle,
Moinard e Riblon, con quest’ultimo che poi scollinerà da
solo e andrà a vincere la tappa); dal gruppo maglia
gialla escono invece Carlos Sastre e Damiano Cunego che
rientreranno su tutti – tranne che su Riblon - durante
l’ultima asperità, ma che verranno poi riassorbiti (e
staccati) dai big
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della
classifica generale. Ed è qui che si apre il capitolo
più incredibile di questa giornata: la marcatura a uomo
di Andy Schleck nei confronti di Alberto Contador. E
viceversa, ovviamente. Durante gli 8 km di salita
finali, sono due gli scatti dello spagnolo: trenate
pazzesche fini però a se stesse. Contador attacca, ma
poi si ferma. Lo fa due volte e vede che Schleck
risponde senza fatica. E allora non lo fa più: vuole
mettersi a ruota del lussemburghese, ma la maglia gialla
non vuole che lo spagnolo esca dal suo campo visivo. In
questo infinito (e anche un po’ ridicolo) duello, a
guadagnare terreno sono allora il terzo e il quarto
della classifica generale, Menchov e Samuel Sanchez, che
partono seriamente ai 2 km dell’arrivo e che chiuderanno
subito alle spalle di Riblon guadagnando anche 15’’ ai
due litiganti. Buone notizie per Damiano Cunego (9°
all'arrivo), che ci prova ancora una volta ma che sembra
sempre sbagliare il tempo dell’azione. Ci ha provato sul
Port de Pailherer, accusando però la fatica salendo
verso Ax 3 Domaines: forse se fosse andato in fuga fin
dall’inizio della tappa sarebbe andata diversamente. Ma
a posteriori tutto diventa facile... Per il momento il
veronese è l’unico italiano (Petacchi a parte) che prova
a essere protagonista in un Tour che sicuramente non
parla la nostra lingua. Anche Ivan Basso, che alla
vigilia si era detto ottimista, si stacca nuovamente dai
migliori e chiude lontano da Riblon: e non rende meno
amara la delusione il fatto che il varesino sia da oggi
nuovamente nei primi dieci della classifica a 6’:52’’ da
Andy Schleck. Per non parlare di Lance Armstrong, che si
stacca ancora e ora è a 40 minuti dal lussemburghese. |

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