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Ancora
Francia con Fedrigo: Cunego 4° .
Sesta
vittoria francese nella 97esima edizione del Tour de
France. Questa volta a tagliare il traguardo a braccia
alzate è Pierrick Fedrigo, 32enne corridore della Bbox
Telecom che quest’anno ha vinto il Criterium
International battendo, tra gli altri, anche Contador.
Per Fedrigo si tratta del terzo successo di tappa sulle
strade del Tour de France. Dopo una prima parte di gara
dove a provarci sono un po’ tutti, la fuga buona parte
sulla scia di uno scatto dell’uomo in assoluto più
atteso: Lance Armstrong. Il texano, 39 anni da compiere
il prossimo settembre, attacca a 142 km dalla
conclusione: la sua è una progressione alla vecchia
maniera. Il gruppo maglia gialla lo sta a guardare,
anche forse per il rispetto che quell’azione merita e
per quello che Armstrong rappresenta per tutto il
movimento ciclistico. La gamba del CowBoy è quella
giusta: Armstrong fa il vuoto, riprende Sandy Casar, che
era partito poco prima, e prosegue da solo. Dietro
iniziano a capire
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che
quella è l’azione giusta: va seguito. E alla ruota
dell’americano si portano in 9, tra cui anche il nostro
Damiano Cunego. La discesa del Tourmalet (domato da
Moreau, Cunego scollina per terzo) serve semplicemente a
far capire che quella iniziata da Armstrong è la fuga
che arriverà al traguardo. Dietro, infatti, il gruppo
maglia gialla respira, preferendo salvare la gamba in
vista della tappa di giovedì dove – crono a parte – si
deciderà il Tour de France. Sul Col d’Aubisque, a 80 km
dall’arrivo, Barredo cerca di andar via da solo: con lo
spagnolo rimangono - a fatica – solo Armstrong, Cunego,
Plaza e Fedrigo. Lungo la discesa il gruppo si
ricompatta; a fare le spese degli scatti di Barredo, il
solo Konovalovas. Non pago dei rimproveri che gli
muovono i compagni di fuga, Barredo riparte ancora una
volta da solo a 50 km dall’arrivo. La sua è una
progressione incredibile, a testimonianza del fatto che,
con la condizione della quale oggi era in possesso,
avrebbe potuto battere chiunque. In questo senso, però,
la fuga scriteriata nella quale si lancia a quasi 50 km
non lo aiuta... Il coraggiosissimo spagnolo della Quick
Step arriva anche a guadagnare 50 secondi sul primo
gruppo inseguitore, ma è ripreso inevitabilmente ripreso
a poco più di 1.5 km dal traguardo. A giocarsi la
vittoria di tappa restano quindi in 9. Lo spunto
migliore è di Pierrick Fedrigo, che vince con autorità
la volata per la vittoria di tappa davanti a un altro
francese, Sandy Casar, e a Plaza, spagnolo della Caisse
d’Epargne. Cunego, in fuga anche oggi, è quarto.
Armstrong, che negli ultimi 100 metri smette addirittura
di pedalare, sesto. Il gruppo maglia gialla arriva a
6’:45’’ di ritardo dal vincitore di giornata: Hushovd,
che vince la volata per il decimo posto, conquista i
punti necessari per strappare nuovamente la maglia verde
dalle spalle di Alessandro Petacchi. BRUTTA GIORNATA PER
IVAN BASSO – Il corridore varesino della Liquigas, che
era venuto al Tour de France con grandi aspettative
(“Voglio fare la storia”), deve invece fare i conti con
la sfortuna. Le gambe non vanno come al Giro d’Italia, e
questo lo avevamo capito da un po’. Ma c’è dell’altro:
Basso da qualche giorno soffre di tracheobronchite
acuta. Si sta curando con antibiotici e antinfiammatori;
addirittura i medici gli avevamo consigliato di
ritirarsi ma lui ha voluto continuare per “il rispetto
che si deve a una tappa del genere”. La cronaca: Basso
chiude, nel gruppo di Petacchi e Cavendish, 111esimo a
34’:48’’. |

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