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Le pagelle della Grande Boucle .
Abbiamo provato a dare i
voti ai protagonisti della 97edizione della Grande
Boucle: tra i promossi sicuramente il podio di Parigi,
Petacchi e Cavendish. Bocciati Basso, Evans, Sastre e
Armstrong. Ecco i voti dei nostri Top.
Alberto Contador 9
– Ha vinto gli ultimi tre Tour de France ai quali ha
partecipato e, nell’unica stagione in cui non ha preso
parte alla Grande Boucle ha portato a casa Giro d’Italia
e Vuelta di Spagna. Fuoriclasse delle corse a tappe. E
poco importa che non abbia dominato il Tour 2010 come
fatto invece dodici mesi fa: voleva la maglia gialla a
Parigi e l’ha ottenuta “nellla stagione più difficile”.
Non avrà stra-vinto, ma l’albo d’oro parla chiaro.
Mark Cavendish 9
– Partito sottotono e sbloccatosi con la vittoria (con
tanto di pianto liberatorio) |
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nella
frazione con arrivo a Montargis, il britannico dell’Htc-Columbia
è tornato a essere il velocista più veloce del Mondo: a
fine Tour saranno cinque i suoi successi di tappe. Un
bilancio da fenomeno degli arrivi in volate.
Andy Schleck 8.5
– Mai come quest’anno è stato vicino al rivale spagnolo.
Ha vinto due tappe di assoluto prestigio (Morzine e
Tourmalet) e ha indossato per sette giorni la maglia
gialla. Il salto di catena avrà anche fatto la sua
parte, ma il Tour Andy lo ha perso nel crono-prologo di
Rotterdam: 42 secondi regalati a Contador in meno di 9
km sono davvero troppi.
Alessandro Petacchi 8
– Ha vinto due tappe e ha conquistato la maglia verde
quale leader della classifica a punti. Un risultato
storico (che all’Italia mancava da addirittura 42 anni,
dal successo di Bitossi) e che acquista maggior valore
perchè arrivato durante un Tour de France durante il
quale lo spezzino – per non farsi mancare nulla – è
stato al centro di una delicata vicenda di doping.
Denis Menchov 7.5
– Apprezzarlo per il podio raggiunto oppure valutare la
sua incredibile trasparenza in corsa? Lo lasciamo dire a
voi: certo è che il vincitore del Giro 2009, che per
questa stagione ha preparato solo ed esclusivamente il
Tour, raggiunge il massimo risultato possibile (Contador
e Schleck erano irraggiungibili). Terzo a Parigi grazie
all’ottima tenuta in salita e alla sua naturale
predisposizione per le cronometro.
ALTRI PROMOSSI
– Tanti i corridori che hanno lasciato il segno, da
Kiryienka, sempre in fuga, a Chavanel (due
tappe e due volte maglia gialla), per passare poi da
Vinokourov, una vittoria parziale e tanto lavoro per
Contador, a Samuel Sanchez, splendido quarto a
Parigi, e per chiudere infine con Van den Broeck
ed Hejedal, ottimi piazzati a fine corsa (e chi
se lo aspettava?). Bravissimo come sempre Cancellara,
mostro sul pavè e moto (senza motorino) a cronometro. Un
plauso anche per Charteau, 19esimo francese di
sempre a vincere la maglia a pois di migliore scalatore.
I NOSTRI FLOP:
Damiano Cunego 5
– Spiace dargli l’insufficienza, ma dal corridore di
Cerro Veronese è giusto aspettarsi di più. Va in fuga
più di una volta, ma non raccoglie mai quel successo di
tappa a lungo inseguito: i suoi migliori risultati sono
un terzo e un quarto posto. Ha chiuso quinto nella
classifica degli scalatori. Il tutto per dire che si è
reso protagonista, verissimo, ma che forse non sa
nemmeno lui dove andare a parare per tornare a essere
vincente. E’ qualcosa su cui dovrà lavorare. E speriamo
che non lo debba fare da solo.
Ivan Basso 5
– Non è stato bene, d’accordo, ma dal vincitore del Giro
d’Italia ci si aspettava di più. Ci aveva illuso con
dichiarazioni del tipo “Farò la storia” oppure “Voglio
la doppietta”, e invece. Tanta amarezza. Ma non solo per
colpe sue: la sfortuna ha fatto la sua parte. Da
apprezzare l’umiltà con la quale ha voluto finire il
Tour.
Cadel Evans 5
– Discorso simile a quello fatto per Ivan Basso. Del suo
Tour de France rimarranno il giorno in maglia gialla e
l’abbraccio a Santambrogio della tappa della nona tappa.
“Per un capitano così daresti la vita”, aveva detto
l’italiano. Un bel successo per uno che con pieno merito
sfoggia la maglia di campione del Mondo dallo scorso
ottobre.
Lance Armstrong 5
– Onore al campione sette volte vincitore del Tour de
France. Armstrong rimarrà per sempre nella storia della
Grande Boucle, ma non di questa edizione della corsa.
Fuori classifica praticamente da subito (tre cadute
nella stessa tappa, quella di Morzine) e poi mai più un
acuto, tranne nella tappa di Pau: un po’ pochino.
Tradito forse dalla troppa passione per la bicicletta:
tornare non è stata una grande idea.
Carlos Sastre 4
– Mai “dentro la corsa”, verrebbe quasi da dire un
“corridore sul viale del tramonto”. Questo è il Carlos
Sastre che abbiamo avuto modo di osservare al Tour de
France. Di andare in fuga (nel momento giusto) non se ne
parla, di provare a fare classifica nemmeno: che la sua
carriera finisca qui?
ALTRI BOCCIATI
– Il Team Sky aveva puntato tutto su di lui, ma
Bradley Wiggins ha fallito, e come lui anche
Leipheimer, diventato uomo di classifica della
RadioShack dopo l’uscita di scena di Armstrong. Male
anche Ballan, non aver fatto il Giro pensavamo
potesse essere lo sprone necessario per fare un grande
Tour, e Nocentini, evidentemente ancora in
ritardo di condizione dopo il brutto infortunio di
inizio stagione. Dietro la lavagna anche Freire,
invisibile, Gerdemann, uomo di classifica solo
sulla carta della Milram, e Boasson Hagen: sa
fare tutto, ma forse facendo così rischia di snaturarsi.
Come vedete ci sono state tante sorprese, ma anche tante
delusioni. |

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